Conegliano-ALPAGO 16-15. Orgoglio e rammarico.

Finisce 16 a 15 per il Conegliano la partita che vede un ottimo Alpago uscire sconfitto dal campo, ma non nell’orgoglio. 

Pronti e via. In un’inedita sfida giocata di sabato pomeriggio l’Alpago fa visita alla prima della classe. Sulla carta una partita già scritta ma non nel campo. I ragazzi scendono sul terreno di gioco per il riscaldamento e subito si riuniscono in cerchio cercando la concentrazione e la carica giusta per affrontare la partita.

Molto concentrati e convinti delle loro potenzialità, iniziano la partita pronti a giocarsela a viso aperto con il Conegliano, squadra che tra le mura amiche, escludendo la sfida con il Bassano, non ha ancora perso una partita ed è sempre uscita con il massimo del bottino.
La partita nei primi minuti stenta a decollare, molte fasi confuse e un gioco che latita. Forse sentendo la pressione della sfida l’Alpago sbaglia alcuni palloni e regala agli avversari i primi venti minuti del match. Il Conegliano non ne approfitta per centrare la meta e smuove il tabellino solo grazie alle troppe punizioni che l’Alpago gli concede. I ragazzi difendono bene ogni spazio placcando e aggredendo gli avversari.
In campo è una vera battaglia che sfocia anche in molti, forse troppi, colpi proibiti. A farne le spese è la nostra apertura Stefano Piazza che viene colpito all’occhio, non una bensì due volte fintanto che è costretto ad abbandonare il campo, non prima però di trasformare una punizione a nostro favore. L’Alpago cresce nel gioco e nell’intensità intimorendo l’avversario che non riesce più a creare un gioco pulito e nemmeno pericoloso. Il finale del primo tempo decreta però un punteggio di 9 a 3 per la squadra di casa, che grazie ad un ottimo numero 10 finisce la prima parte di partita in vantaggio.

Ma l’Alpago ci crede e fa bene. Scende in campo nel secondo tempo con ordine e disciplina, e con una splendida azione corale della mischia va a segnare una meta con Max Saviane (stoico nella penetrazione che lo porta a segnare la meta, ma costretto a lasciare il campo, intontito da una botta intesta rimediata nell’azione della segnatura) trasformata da Alberto Roffarè. Il Conegliano sembra frastornato cerca di reagire ma lo fa in modo disordinato e abbastanza scorretto (un rosso e due gialli per la squadra di casa che a giudizio dell’arbitro usa le mani più del dovuto). L’Alpago invece ci crede e sul punteggio di 9 a 10 continua a macinare gioco. Difende in modo ordinato i contrattacchi del Conegliano e con la palla in mano crea gioco mettendo in difficoltà la squadra di Vittorio Rossi (ex tecnico dell’Alpago, visibilmente preoccupato per l’andamento della partita).

A poco più di 10 minuti dal termine l’Alpago centra la seconda meta con una percussione della mischia che porta Andrea Costa a schiacciare la palla nell’area avversaria. Lo stadio esplode, i moltissimi tifosi (c’era più gente dell’Alpago che quelli del Conegliano….un grazie di cuore a coloro che per tutta la partita hanno sostenuto la squadra) giunti per la partita sono tutti festanti sugli spalti. Un entusiasmo irrefrenabile, un bellissimo Alpago che segna la seconda meta e distanzia nel punteggio il Conegliano per 9 a 15.

Peccato però che la partita non sia finita. Mancano ancora poco più di sette minuti, sette interminabili e maledetti minuti. Il Conegliano si riversa in avanti e proprio all’ultimo minuto – se non secondo – della partita, sfonda la diga gialloverde e segna la meta (per dover di cronaca dagli spalti è sembrato che il giocatore abbia messo un piede sulla linea di fuori….tantè non vogliamo recriminare nulla o far polemica è andata così e conta quello che l’arbitro vede dal campo) poi trasformata che sancisce la fine della partita e la scottante sconfitta per l’Alpago.

Una partita che lascia l’amaro in bocca per un Alpago splendido, che ha giocato con il cuore, la grinta e l’orgoglio di vestire la maglia gialloverde. Un rammarico che però lascia molta speranza per prossime partite.
L’Alpago visto oggi, di sicuro il migliore in stagione, è stata una squadra per gli interi 80 minuti (che paga dazio all’ingenuità: troppe punizioni concesse, si cade ancora troppo nelle provocazioni, anche se un annetto fa la partita sarebbe finita con un paio di espulsi per reazione anche tra le fila gialloverdi). Ha lottato, divertito, emozionato e anche se dal campo esce sconfitto può dirsi vittorioso nell’orgoglio!

Come già detto sopra, un grazie di cuore a tutti coloro che hanno seguito la squadra in quest’ultima trasferta (perlomeno della regular season). Senza di voi tutto questo avrebbe molto meno senso.