rugby Alpago vs rugby Silea

DOMENICA 2 DICEMBRE ORE 14.30 ALPAGO VS RUGBY SILEA

 

Dopo la sconfitta rimediata in trasferta a casa dei Monster, l’Alpago cerca il pronto riscatto tra le mura amiche. Domenica allo stadio della Comunità Montana di Puos d’Alpago arriverà il Silea, ora secondo dopo aver battauto il Feltre nella scorsa giornata di campionato. Per la Prima squadra, in cerca di importanti punti per la classifica, di sicuro sarà una partita difficile e combattuta da affrontare con la consapevolezza che tutto è possibile.

vi aspettiamo numerosi domenica , ore 14.30 per un grande spettacolo

ITALIA vs ALL BLACKS

Domani in occasione della partita Italia-All Blacks La Club House del rugby Alpago verrà aperta alle ore 14.30.

Ovviamente siete tutti invitati a guardare la partita!!!

 

 

 

 

Ricordiamo infine che la Club House è un Club privato. A parte i tesserati come giocatori, allenatori o dirigenti a vario titolo, per poter stare nei locali serve la tessera di soci del club (che si può fare in loco, chiedere a Federica).

Belluno – Alpago 3-3

Pari e patta: a Villa Montalban finisce 3-3, un punteggio ridotto all’osso, tra due squadre che hanno giocato abbastanza alla pari. Un risultato giusto, anche se lascia un po’ di rammarico ad entrambe per qualche occasione non finalizzata.

Andare a Belluno, a casa della capolista, giocarsela alla pari, pareggiare e averne ancora da recriminare, perchè per come si era messa la partita ad un certo punto, con un paio di buone opportunità che non siamo riusciti a trasformare in punti…
Noi ci rammarichiamo perchè “avessimo giocato meglio qualche touche in più…”, loro probabilmente possono ribattere dicendo “avessimo commesso qualche in-avanti in meno…” Il pareggio quindi sostanzialmente è giusto, e noi dobbiamo pensare al netto miglioramento rispetto alle ultime due gare, in particolare quella casalinga con l’Oderzo.

Al fischio d’inizio i problemi sono i soliti, ad esempio la quarta versione in quattro partite della prima linea, o le assenze dei vari Roffarè, Zanella, Saviane, Fullin, dell’uomo della discordia Cerpelloni. Il pacchetto comunque ancora una volta tiene più che bene, sia in mischia chiusa che in gioco aperto, il problema si ha nelle rimesse laterali. Marco Reveane non è in gran giornata di lanci, ma non è che il timing sia andato molto meglio, e le scelte di lancio non aiutano certo l’odierno tallonatore. Un po’ meglio farà nella ripresa Lorenzo Pierobon, anzi proprio da due touche partiranno le due grosse occasioni da meta che abbiamo creato nel secondo tempo, appare però chiaro che attualmente le rimesse laterali non sono il nostro punto di forza. Bene la mediana formata da Patrick Peterle e Giordano Mognol, confermato dopo domenica scorsa, con Stefano Piazza schierato come estremo. Bene anche i trequarti, in fase difensiva, dato che in attacco in effetti non hanno avuto molte chanche da giocarsi.

La partita non è certo di quelle memorabili dal punto di vista del gioco, per noi e si presume anche per loro. Nessuna delle due riesce ad imporre il proprio gioco, o una supremazia territoriale degna di nota. In parole povere, forse anche a causa di un terreno in discrete condizioni ma che certo non facilita due squadre che prediligono il gioco al largo, Alpago e Belluno si dimostrano migliori in fase difensiva che in fase offensiva. Nel primo tempo si registrano solo un paio di tentativi di calcio in mezzo ai pali per parte, tutti falliti (in particolare uno abbastanza facile – per posizione, ma forse non per il terreno – da parte del loro 10 Capraro) e una quantità di errori nelle touche e di “in-avanti”. L’apertura gialloblù Capraro (gran bel giocatore) prova anche a sfruttare il piede per metterci in difficoltà dietro, ma riusciamo sempre a cavarcela senza grandi rischi.

Nel secondo tempo le cose non cambiano granchè, ma proprio da touche riusciamo a creare qualcosa, prima con una veloce sul primo uomo che vede Matteo Recchia galoppare per diversi metri prima di essere fermato, con il sostegno in arrivo con poco, ma decisivo ritardo. Poi da un’altra touche nei loro 22, con un carrettino che varca la linea ma che non riesce a mettere giù il pallone. Palla alta. Nel frattempo c’era stato il piazzato di Steven Piazza e il nostro vantaggio.
Dall’altra parte Capraro prima mandava sul palo un calcio comunque difficile (e che rischi nel recupero del pallone!), poi metteva il piazzato del pareggio. Poco dopo tocca di nuovo a Piazza provarci, ma ottiene solo di pareggiare anche il conto dei calci facili sbagliati (discorso comunque sempre relativo, vista la scivolosità dell’erba). Nel finale è il Belluno a premere un po’ di più, ma senza creare grossi pericoli, facendosi minaccioso solo con Capraro che prova un altro paio di piazzati complicati per distanza o angolo di tiro, senza però riuscire a portare avanti i suoi.

Non si può dire che sia stata una bella partita. Intensa si, faticosa sicuramente, ma non bella, almeno per chi stava fuori a guardare. Prova ne sia che il pubblico di entrambe le parti, di solito piuttosto acceso dalla rivalità storica del derby, se n’è stato oggi piuttosto pacato, forse anche infreddolito dal meteo.
Il pareggio finale sembra il più giusto proprio perchè per qualche motivo sta stretto a tutte e due le contendenti, con l’arrivederci al ritorno a Puos sperando in un meteo migliore e una partita più divertente.

 

Tiziano Cerpelloni replica a Mirko Costa: il rugby è uno sport di squadra.

Non è piaciuta a Tiziano Cerpelloni l’uscita del presidente del Rugby Belluno Mirko Costa, intervistato dal Corriere delle Alpi (qui l’articolo) alla vigilia del derby di domani.
In particolare l’88 ala gialloverde non è d’accordo sul passaggio in cui il massimo dirigente gialloblu la mette su di un piano quasi personale tra il giovane emergente bellunese Bernardi e l’ex Belluno Cerpelloni, che tanto ha dato al grifone negli anni in cui ha militato in prima squadra, ma che molti, quasi tutti, tendono a dimenticare essere un prodotto del vivaio dell’Alpago, in cui è tornato da quest’anno.

Questa che segue è la dichiarazione di Tiziano Cerpelloni in merito alla vicenda. Dichiarazione che il nostro giocatore ci tiene esca prima che il derby sia giocato, in maniera tale che, qualsiasi sia il risultato finale, il concetto non passi in secondo piano.

“L’altra mattina sfogliando il Corriere delle Alpi ho trovato l’articolo che iniziava citando il mio nome…e leggendo sono rimasto amareggiato.
Si parlava del confronto tra me e un ragazzo del Rugby Belluno cresciuto nelle loro giovanili, come se tutto il derby di domenica fosse ridotto ad una sfida tra due.

Tanto per cominciare mi hanno sempre insegnato che il rugby è lo sport di squadra per eccellenza e, come ha detto il mio ex compagno De Polo, una meta è merito dell’impegno di tutti.

Quello che il presidente in prima persona deve dimostrare è solo una forte responsabilità educativa, formativa e sociale. Questo è ciò che conta nelle società a livello dilettantistico. Un presidente che ha passato parecchi anni in questo sport lo dovrebbe sapere.

Trovo estrema incoerenza che una società annunci di dedicarsi alla divulgazione del rugby e nello stesso articolo inciti una poco sana rivalità tra me e un altro giocatore. Che messaggio può arrivare ai ragazzi o ai sostenitori delle squadre? Che fine fa il valore etico di questo sport?

Ci sono società che lavorano veramente per far diffondere il rugby e lo fanno in silenzio perché così deve essere quando la finalità è puramente educativa.

Fare mete e numeri è indubbiamente bello, ma le vittorie vanno e vengono. Quello che mi fa più piacere è stare tra persone che considerano anche il mio valore umano. E il vero divertimento è di poter stare  in compagnia senza rancore anche quando si perde, per questo mi piace il rugby.”

 

 

Feltre – Alpago: 17-7

Il primo derby della stagione non ci sorride. Non basta una buona prova complessiva per avere la meglio sui cugini granata, che portano a casa quattro punti comunque meritati.

Su certi campi non vorresti mai giocare. Su certi campi in certe condizioni. Quello si cui scendono i giocatori domenica è un pantano, un contenitore di fango di quelli che hanno certamente contribuito a rendere epico questo sport, ma su cui, oggettivamente, nessuno vorrebbe mai ritrovarsi. I tifosi feltrini ci dicono anche che “domenica scorsa, con il Riviera, era anche peggio“, e non possiamo fare altro che credergli sulla parola, anche se così a occhio ci sembra strano.
Così si spiega perchè ad un certo punto del secondo tempo dalla tribuna si fa addirittura fatica a distinguere persino il nostro coloured, David Sey, che per ovvie caratteristiche fisiche dovrebbe risaltare, rispetto ad esempio ad un Tacerbi o un Perino. In campo ad un certo punto si vedevano un ometto in maglia gialla (l’arbitro) e una trentina di figure indistinte che qualcuno ha ribattezzato come i mostri della palude, coperti di fango dai capelli alle scarpe. Agli amanti del metal avranno ricordato i Lordi, un gruppo che si esibisce con costumi ispirati alla cinematografia horror anni ’80, tra cui spicca, appunto, il mostro della palude.

Così si spiega anche l’episodio alla fine della partita. Dopo 70 minuti a giocare nel fango, mancheranno cinque minuti quando, vuoi per frustrazione, vuoi per nervosismo accumulato, in seguito ad un entrata laterale del nostro Rudy Calvi si accende una mischia in cui alcuni giurano di essersele prese anche dai propri compagni, tanto si faceva fatica a distinguersi…
Sembra che l’arbitro volesse mandare sotto i pali il reo dell’entrata laterale e l’avversario che per primo l’ha colpito, e ha chiamato in effetti i loro numeri di maglia, invertendo però le squadre: così sotto i pali ci sono finiti i poveri Michele Rizzoli (che noi prendiamo in giro chiamandolo il buono, pensate un po’…) e Zancanaro, intervenuti più per fare da pacieri che per legnare a loro volta. Un’errore comunque ampiamente giustificabile, viste le condizioni in cui stavano i giocatori, e le loro maglie, verso la fine della partita.

In una partita così vince la squadra che sbaglia meno, o quella che sfrutta meglio gli errori che fa l’altra. Ed è proprio quello che il Feltre fa. Segna la prima meta sugli sviluppi di un’ostruzione su calcio, e conseguente punizione, tanto netta quanto probabilmente non del tutto volontaria. Noi recuperiamo e pareggiamo (7-7, meta di Luca Perino trasformata da Stefano Piazza) su una palla recuperata e calciata sulla quale estremo e ala feltrini pasticciano, e la nostra terza finisce per approfittarne. Nel resto del primo tempo non succede più quasi niente, anche se entrambe le squadre in effetti ci provano, e ce ne andiamo al riposo in perfetta parità.

Nel secondo tempo la storia non cambia. Succede poco, il campo non consente molto anche se sia l’Alpago e sia il Feltre ce la mettono tutta per costruire qualcosa. Anche la seconda meta del Feltre arriva su un errore alpagoto. Una touche persa nei propri 22, che si trasforma in carrettino che porta i granata a segnare.
Poi, dopo l’amichevole scambio d pareri di cui sopra, il Feltre passa per la terza e ultima volta. Ancora con una maul, ancora da touche, per il 17-7 finale.

Al termine della partita è doveroso fare i complimenti ad entrambe le squadre, dato che entrambe hanno comunque provato a giocare alla mano invece che puntare tutto sui piedi delle aperture e sulle mischie come qualcuno si aspettava. Alpago e Feltre hanno dato vita ad un match intenso ed a tratti anche divertente, provando a superare le oggettive difficoltà dovute alle condizioni del terreno di gioco.
Sappiamo che il Feltre dovrebbe trasferirsi presto, anzi avrebbe già dovuto trasferirsi. Glielo auguriamo di cuore, perchè una società come la loro merita di meglio del pantano di Mugnai.
E Complimenti anche all’arbitro Checchinato, perchè anche se secondo noi avrebbe potuto gestire diversamente alcuni vantaggi, non dev’essere facile arbitrare in condizioni simili, se non altro nel distinguere di chi è quel braccio nelle ruck e nelle mischie.
E anche il nostro coach Aldo aceto può consolarsi con un dato: l’anno scorso di questi tempi, con 8 assenti, non c’era stata partita. Questa volta, con assenze ancor più numerose, con ad esempio un Sebastiano De Col alla prima assoluta da pilone (e neanche così male, considerate anche le condizioni della partita..), ce la siamo giocata fino a 5′ dal termine, segno che il suo lavoro nel plasmare i giocatori e nel trovare nuove soluzioni sta portando a qualcosa di buono.